Il giorno dedicato a San Francesco d’Assisi è diventato, o per meglio dire, è tornato ad essere festa nazionale. Inizialmente abrogata nel 1977 per motivi di natura economica legati alla crisi energetica e finanziaria di quegli anni, la ricorrenza dedicata al fondatore dell’Ordine francescano torna così a essere segnata in rosso sul nostro calendario, grazie alla legge 151/2025.
Anche se caduto per la prima volta di domenica, nell’ottobre 2026, i suoi effetti sul mondo del lavoro e sullo stipendio si sono fatti, e si faranno, sentire. La dicitura di “giorno festivo” non implica necessariamente l’assenza da lavoro, in quanto numerose attività, per loro natura, non si fermano nei giorni di festa.
Chi rimane a riposo, il giorno della festa, riceverà la propria retribuzione mensile inalterata, poiché la festività è già compresa nella paga. Situazione diversa per chi lavora che riceverà, per le ore di servizio prestate, una maggiorazione che dipende dal CCNL applicato. Nel contratto, inoltre, possono esserci forme di riposo compensativo o altri trattamenti.
Le differenze si vedono all’interno del cedolino, dove tra le diverse voci che compongono lo stipendio potrebbe spuntare proprio quella della festività. Ma come si calcola l’aumento?
Per determinare la quota giornaliera di retribuzione, occorre dividere la retribuzione mensile lorda per il numero convenzionale di giorni mensili stabilito dal CCNL applicato. Questo ovviamente varia in base alla categoria lavorativa di appartenenza.