Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), il credito d’imposta per gli investimenti nella ZES Unica è stato prorogato e finanziato per il triennio 2026–2028. Si tratta di un’importante opportunità per le imprese che intendono investire, ampliare la propria attività e rafforzare la competitività sul territorio.
La Zona Economica Speciale (ZES) Unica, istituita dal Decreto-Legge n. 124/2023 e operativa dal 1° gennaio 2024, nasce con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico e produttivo attraverso agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative.
Quali regioni rientrano nella ZES Unica?
La ZES Unica comprende inizialmente otto regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dal 20 novembre 2025 è stata estesa anche alle Marche e all’Umbria.
Le imprese che operano o intendono insediarsi nelle aree agevolate possono beneficiare, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, di un credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali.
Quali investimenti sono agevolabili?
Il credito d’imposta riguarda gli investimenti effettuati nell’ambito di progetti di investimento iniziale, tra cui:
- Acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature;
- Acquisto di beni strumentali anche mediante leasing;
- Acquisto di terreni;
- Acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali all’attività produttiva.
Il valore complessivo di terreni e fabbricati non può superare il 50% dell’investimento agevolabile.
Per il 2026 sono considerati gli investimenti realizzati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
Quali sono i vantaggi per le imprese?
Uno dei principali vantaggi della ZES Unica è la possibilità di beneficiare di un credito d’imposta la cui intensità varia in base alla regione, alla dimensione dell’impresa e all’entità dell’investimento.
Per accedere all’agevolazione, il progetto deve avere un valore complessivo di almeno 200.000 euro, fino a un massimo agevolabile di 100 milioni di euro per singolo progetto.
L’importo del beneficio effettivamente utilizzabile dipende inoltre dalle risorse disponibili e dalle modalità di ripartizione previste dalla normativa.
Quali imprese sono escluse?
Non possono beneficiare del credito d’imposta le imprese che operano nei settori esclusi dalla normativa, tra cui l’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, i trasporti (salve le eccezioni previste per il magazzinaggio e le attività di supporto), l’energia, la banda larga e i settori creditizio, finanziario e assicurativo.
Sono inoltre escluse le imprese in stato di liquidazione, scioglimento o in difficoltà secondo la normativa europea.
Come richiedere il credito d’imposta ZES Unica 2026?
Per gli investimenti relativi al 2026, le imprese interessate dovevano trasmettere una prima comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro il 1° giugno 2026.
I soggetti che hanno validamente presentato tale comunicazione devono successivamente inviare, dal 3 al 17 gennaio 2027, una comunicazione integrativa che attesti l’effettiva realizzazione degli investimenti, corredata dalla documentazione richiesta.
Il credito riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24.
La ZES Unica rappresenta quindi un’importante opportunità di sviluppo per le imprese, ma richiede un’attenta valutazione dei requisiti, degli investimenti programmati e degli adempimenti previsti dalla normativa.